Conversione Bianco e Nero

In questo tutorial affronterò in maniera approfondita un metodo di conversione del bianco e nero, quello più utilizzato e immediato, tralasciando volutamente altre metodologie. La procedura che ho deciso di mostrarvi è preceduta da alcune considerazioni volte ad affrontare tale operazione in un’ottica di preparazione della foto, che spesso viene ignorata e che ritengo invece essere essenziale per la buona riuscita del lavoro. Alla fine del tutorial … piccolo trucco per il viraggio.

Ma non è finita qui: come per lo sviluppo del negativo, ho deciso di mettere a vostra disposizione un file da scaricare (questo il link). Questa volta ho deciso di mettere lo stesso file che ho trattato io, ma non pensiate che ci sarà da copiare semplicemente le mie mosse. Troppo facile e io oggi sono particolarmente cattivo: la lavorazione del bianco e nero potrete pure rifarla pari pari se non volete metterci del vostro, ma le considerazioni che faccio per la preparazione dell’immagine … bhè, quelle dovrete svilupparle voi.
Bando alle ciance e buon lavoro. ;) Giulio

Foto: © E.D.S.

36 pensieri su “Conversione Bianco e Nero

  1. ciao giulio
    complimenti a parte , un chiarimento da buon neofita: quando ritocchi la linea dell’orizzonte per togliere quel fastidioso alone bianco usi lo strumento clone: ma che differenza c’e’ con l’usare il pennello? (esempio tutorial sostituzione cielo), anche in quel caso avevi dato la sfocatura sulla selezione ed usato poi il pennello.
    Questo passaggio effettivamente mi ha un po confuso.Mi sono perso qualcosa?
    ciao e grazie .

    • Caro Luca, dopo aver inserito il cielo nuovo, ho sottratto materiale per far venir fuori un po’ di cielo originale, per una migliore interazione. Nel bn ho dovuto mettere a posto un piccolo difetto della foto che, dopo le pesanti lavorazioni, era diventato un grande difetto. Per cui: con il pennello ho mascherato alcune zone per scoprire cosa c’era sotto; con il clone ho aggiunto del materiale per coprire un difetto. Spero di essere stato chiaro, altrimenti son qui ;) g

  2. Questo è un ottimo sistema di prevedere e poi realizzare un bianco e nero, poiché si inizia a interpretare l’immagine già dalla prima apertura in CR, esaltandone a vantaggio del risultato finale le caratteristiche cromatiche e di contrasti. Fermo restando che l’ho particolarmente apprezzato ed ultimamente adottato, volevo chiederti invece cosa ne pensi dei metodi più “classici” ; per citarne alcuni, il metodo dei calcoli, quello dei contrasti selettivi, della fusione dei canali o del più classico di Russel Brown, già da te trattato (credo). Probabilmente si usano un po’ tutti nel nostro flusso, ma mi interessavano le tue considerazioni.

    • Caro Stefano, naturalmente ognuno adotta il metodo che più gli piace e con il quale ritiene di ottenere i migliori risultati secondo le proprie aspettative. Detto questo però, rispondo alla tua curiosità. Alcuni metodi sono più efficaci di altri a seconda di come si sa utilizzare lo strumento. Mi spiego meglio. Il metodo della fusione dei canali, per esempio, è ottimo, solo se si riesce a calibrarlo molto bene, per far interagire correttamente le zone interessate. Sto parlando quindi dell’attenzione che bisogna mettere, non solo nella “semplice” somma, ma anche nella scelta del metodo di fusione: che opzione utilizzare per far sì che alcune zone non vengano “inglobate” o perse dalla sommatoria? Metodo pericoloso, quindi. Altri metodi, come quello di Brown, sono efficacissimi per chi, e non sono io quello, si vuole divertire a muovere cursori fin che non trova la giusta sintonia. Come vedi si torna alla frase iniziale con cui ho aperto questa risposta. ;) Giulio

  3. Come al solito molto interessante e ricco di spunti il tuo ultimo tutorial sul B/N, grazie!. Solo una curiosità: perché non usare oggetti avanzati, come suggerito e spiegato in altri esempi? A parte la reversibilità, che è un problema che so starti particolarmente a cuore (preservare i dati), il problema è nelle dimensioni dei file. In questo esempio vedo quasi 300Mb nel pannello info, che è inoltre un dato assolutamente indicativo poiché genererebbe un file di almeno un terzo più grande (ne abbiamo già discusso, non ho mai capito come fare un calcolo esatto….troppe variabili?). Ho una serie di circa 100 immagini che sto lavorando in B/N e tenere tutte le lavorazioni su disco sta diventando un problema…

    • Caro Stefano, hai perfettamente ragione, ma ho scelto di andare leggero su alcune cose perché il tutorial è diretto a tante persone e non so se tutte sanno esattamente cosa significhi un oggetto avanzato. Se mi fossi dovuto fermare per spiegare passaggi non inerenti il discorso BN, diventava troppo lungo e impegnativo per me (tieni conto che registrare mentre si lavora, per uno come me che può fare una sola cosa alla volta – come dice mia moglie -, è un bello sforzo). E’ chiaro che chi, come te, ha una conoscenza più avanzata, certe cose le applica da solo, senza bisogno di sentirsi ripetere sempre la stessa solfa.
      Circa la tua ultima domanda, il valore che vedi nella palette info, è la grandezza del file aperto. Quando salvi e chiudi il psd, in realtà vedrai un file più piccolo di quanto non fosse la dichiarazione nella palette, questo perché Photoshop applica una compressione sul suo formato nativo non distruttiva. Non mi chiedere però in che termini tecnici lo fa, perché gia solo per queste due righe, m’è venuto il mal di testa. ;)

      • In effetti il focus era sulla lavorazione B/N, poi è chiaro che a seconda delle esperienze e conoscenze cambia l’approccio. E deve cambiare, altrimenti domani si dimentica un passaggio (non ti preoccupare, anche mia moglie dice lo stesso sulla mia memoria…) e ti saluto risultato finale… Tu metti la tecnica, gli spunti, il metodo; noi dobbiamo assimilare soprattutto i concetti e cercare di metterli in pratica dove possono tornare utili ed efficaci. Anzi, un bell’esercizio è proprio quello di tentare con strade diverse.
        Io in questo periodo sono molto concentrato sul B/N, che mi ha sempre affascinato. Ed è grazie a questo ed al lavoro di persone come te che sto arricchendo pian piano la mia “cassetta degli attrezzi” di strumenti e tecniche da usare anche per tutto il resto.
        Per le dimensioni dei files, è e resterà sempre un vero mistero: a me di solito aumentano rispetto a quelle che vedo nella palette info! Se ricordi, avevamo già affrontato l’argomento in “Dubbi e perplessità”. Entrano in gioco livelli, profondità di bit, filtri, maschere e Dio solo forse sa cosa altro per ottenere un file salvato su disco con tutte le lavorazioni effettuate!
        Io uso i files NEF (i raw della nikon, Nikon Electronic Format, per chi non lo sapesse); faccio una prima lavorazione in camera raw e poi apro direttamente il file come oggetto avanzato, cercando di annidarne altri man mano, piuttosto che duplicare i livelli. Infine salvo il psd finale. Per un B/N con qualche livello di regolazione, due o tre filtri e poco altro, finisco comunque ben oltre i 200 Mb. Oppure, duplico il livello subito dopo camera raw , lo rasterizzo e lo converto di nuovo in oggetto avanzato; ma quando si duplica … ottengo a parità di elaborazioni dei files da 400 Mb ed oltre… E diventa ingestibile tenere su disco tutta questa roba ad ogni set che si sta lavorando. Se poi si usano i TIFF (che farei solo per preparare una stampa) …
        Tu cosa mi consigleresti come workflow ? Per esempio, NON lavorare con i psd e convertirli in jpeg dopo camera raw, lavorando su questi ? O cosa altro ?

        • Caro Stefano, circa la prima parte della tua risposta, hai centrato pienamente il concetto. Le procedure giuste le vediamo nel dettaglio quando parliamo di un certo argomento, tipo gli oggetti avanzati, per cui spiego i vantaggi di tale procedura di lavorazione. Quando poi faccio un tutorial su un’altro argomento, non so se chi lo vede ha già seguito il resto e sa quindi di cosa parlo. Questo si può fare in una classe con un programma di studio ben delineato. Detto questo passo alla tua domanda relativa il flusso di lavoro. La pesantezza dei file è purtroppo un problema che va pari passo con l’aumento della risoluzione delle macchine fotografiche. Praticamente gli sviluppatori come Adobe, si inventano di tutto anche per contenere questo inconveniente. Quello che ti posso dire, in base alla mia esperienza lavorativa, è il modo con cui io lavoro. Sviluppo del raw => lavorazione e salvataggio in .psd a 16 bit => salvataggio per la stampa in tif => salvataggio di una copia in jpeg per la visione a schermo del cliente. Una volta terminato il lavoro, doppio backup su 2 HDD esterni differenti per la sicurezza dell’archiviazione e successivo svuotamento del computer. E’ articolato, lo so, ma prova a pensare se un giorno ti si rompe l’hard disck interno o se ti rubano il computer. Tutta la tua vita lavorativa va in fumo. Come dimostri di aver fatto quel lavoro se, come me, invii i file ai clienti e poi non vedi neanche la stampa di quello che hai fatto a meno che non sia una pubblicità pubblicata in ogni dove?
          PS: non pensare di lavorare le foto, dopo il passaggio in ACR, in jpeg, altrimenti vengo lì e ti spezzo il braccino ;)

          • Ma quale jpg, non ci penso nemmeno … Almeno so che sto usando un workflow corretto. Io lo faccio per hobby e cerco di tenere il necessario oltre al jpg/tiff finali. Certo che per lavoro tenere salvati tutti i lavorati … dovrai avere una collezione di HD da almeno 2Tb a pezzo … I

          • Mi era sembrato di capire che mi avessi chiesto se era giusto lavorare in jpeg dopo la conversione da raw … ma dev’essere la vecchiaia.
            Effettivamente la mia collezione di HDD non è male. ;)

          • No, tranquillo l’avevo proprio pensato (e detto), per un attimo … Ma più per provocazione però ;-)

  4. Ciao Giulio e grazie per i tuoi magnifici tutorial che sono sempre molto ben fatti e completamente esaustivi.

    Approfitto per farti una richiesta:

    Dovrei fare dei pioccoli tutorial per spiegare a dei miei clienti alcuni passaggi da fare per l’uso di un programma da me supportati per conto della mia azienda, sono programmi per la gestione del catasto.
    Ti spiacerebbe indicarmi quele programma usi per generare i tuoi tutorial e magari anche chi li commercializza.

    Ti ringrazio anticipatamente

    • Ciao Danilo, grazie per i tuoi complimenti. Il programma che utilizzo per le registrazioni video si chiama Camtasia ed è commercializzato dalla TechSmith (http://www.techsmith.com/). Poiché non è propriamente economico, se devi fare delle registrazioni occasionali, prova a scaricare Jing, sempre della TechSmith e sempre sul loro sito. E’ chiaramente un programmino senza tante pretese, ma è gratis. ;)

      • Se hai un Mac (io uso Lion 10.7.3, non so se con Leopard si poteva già fare) è già possibile registrare i tuoi tutorial con il software proprietario. Vai su Applicazioni, lanci Quick Time Player -> Archivio -> Nuova registrazione schermo (una delle tre possibilità). Ti appare una piccola finestra, premi il tasto rosso, ti chiede se vuoi registrare a tutto schermo o solo una parte (che eventualmente puoi selezionare) ed è fatta. Alla fine fermi la registrazione e puoi anche già tagliare il filmato o al limite importarlo in iMovie se vuoi creare un piccolo montaggio con scritte, transazioni o quant’altro. Tutto qui !

          • 1. Prima di iniziare la registrazione, vai sulla freccettina sulla destra e protrai scegliere tra Media ed Alta (credo che prenda quella del tuo schermo, nel mio caso un iMac 21,5″ 1920×1080) e comunque puoi riconvertire se vai sulla scheda Condivisione.
            2. Sempre dalla freccetta di prima, selezionala e potrai scegliere:
            Microfono: Nessuno/Ingresso Integrato:Ingresso/Microfono integrato:Microfono interno.
            Fai qualche prova, ma a me ti assicuro funziona perfettamente (il mio player è la versione 10.1).
            Mi scuserà Giulio per l’OT …

          • Figurati Stefano … altro che OT (Off Topic, per chi non conoscesse l’acronimo): hai appena contribuito con un mini tutorial :D Grazie per il tuo contributo. g

  5. Grazie Giulio, mi aggiungo a quanti ti sono grati per il tuo regalo, ancora una volta mi hai dimostrato che esistono i filantropi

  6. ciao Giulio,
    grazie x averci donato questo fantastico e dettagliatissimo video :)
    ti ho già detto che ho un debole per il bianco e nero quindi sono super contenta x questo regalo :)

  7. Giulio questo e un vero gioiello che ci hai voluto regalare (per San Valentino)
    un tutorial che va oltre il normale bn e fa capire che con pazienza e conoscenza si arriva ad avere un risultato di eccellenza come si faceva una volta in camera oscura
    farti i complimenti e il minimo che ti si possa fare
    ora ci devi svelare il tuo modo per seppiare le foto.

    alla prossima Alberto :-)

  8. Bellissimi i tuoi tutorial e ben fatti… negli ultimi hai aggiunto quei banner sull’utilizzo dei tasti rapidi da tastiera che sono veramente utili ed eccezionali. complimenti per l’ottimo lavoro!!!

    • Grazie Alex, in realtà l’inserimento dei bannerini con le scorciatoie da tastiera, me l’ha suggerito un amico del blog (mi scuserà se non ricordo il nome). Come vedete io vi ascolto :)

  9. Il BW è sempre stato una mia passione ai tempi dell’analogico e con il digitale non mi sono mai avventurato non prevedendone i risultati in fase di stampa.
    GRAZIE GRANDE GIULIO.

    Da oggi ti chiamerò TRE-G.

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