Dubbi e Perplessità

Se hai problemi con un fotoritocco, un dubbio sull’utilizzo di uno strumento o semplicemente vuoi un parere/consiglio su una tua lavorazione o su come farla, scrivi nel form sottostante. Ti risponderò non appena mi sarà possibile 😉

Qualora la problematica di lavoro che mi sottoporrai si rivelerà interessante per la community, creerò un tutorial specifico. Naturalmente avrò bisogno della foto da lavorare (e naturalmente di una tua autorizzazione alla pubblicazione) che potrai inviarmi all’indirizzo di posta elettronica blog@ritoccando.com.

NON ASPETTARE OLTRE, SCRIVIMI 😉

712 pensieri su “Dubbi e Perplessità

  1. Ciao sono Daniela,
    ho letto l’articolo sul discorso rgb, complimenti per la chiarezza nel discorso.
    Ho un dubbio, io scatto con la mia nikon d90 in raw, poi elaboro le foto e le salvo in jpg. Tagliando con la taglierina mi sono informata un po’ su internet e c’è scritto di impostare 18 cm x 12 cm – risoluzione (non scriverci niente) – pixel pollice. E’ giusto?
    Prima invece io facevo così 18 cm x 12 cm – risoluzione 300 – pixel cm. Risultato che la foto veniva più grande come dimensioni inoltre mi hanno sconsigliato di mettere pixel cm. Con la soluzione che ho trovato (quella sopra) su internet, sembra che non perda qualità. Ma è giusto mettere nelle dimensioni cm e poi pixel pollice invece di pixel cm. Non è discordante?

    • Cara Daniela, grazie per i tuoi complimenti.
      Veniamo a noi: innanzitutto è importante che tu sappia che se salvi in jpeg ogni qualvolta tu lo ritieni, sappi che il tuo file perderà informazioni. Meglio se le elaborazioni le salvi in un formato non distruttivo (tif o psd) e poi salvi una copia in jpeg per la stampa.
      Passiamo oltre: la risoluzione. 300 pixel per pollice corrisponde a circa 120 pixel per cm. Non c’è discordanza, ma solo rapporti differenti 😉
      Taglierina (mio consiglio): fai il tuo taglio senza impostare alcuna risoluzione e poi eventualmente interpola alla bisogna, controllando però quale impostazione sia più adatta (bicubica più nitida per riduzioni, bicubica più morbida per ingrandimenti, etc.).
      Spero di essere stato chiaro. Giulio

  2. Gentile Signor Pedaci,

    Le scrivo per sottoporle un paio di quesiti che sicuramente, per Lei, saranno di semplice soluzione che però, con la mia limitata esperienza, non sono ancora riuscito a risolvere. Per mia passione sto digitalizzando un po alla volta, tutto il materiale editoriale che ho acquistato negli anni. Enciclopedie, riviste, fumetti e parecchie altre cose, oltre ai classici come tutte le foto di famiglia e documenti vari. Utilizzo Photoshop come strumento per sistemare le scansioni ed omogeneizzarle. Per le pubblicazioni con testi ed immagini lo scopo finale è la realizzazione di un PDF, passato con OCR, per ottenere anche l’indicizzazione e la ricercabilità dei testi.
    Quesito 1 : Capita che alcune pubblicazioni siano di formati eccedenti l’A4 così che sono costretto a scansirle a pezzi che poi giunto a monitor successivamente. L’operazione di giunzione non é un problema, ormai ne ho fatte moltissime. Il problema riguarda l’omogeneizzazione dei colori dei vari pezzi, tra loro.
    A volte due scansioni adiacenti si presentano di tonalità differenti, piuttosto che il soggetto originale, stampato su due pagine affiancate, sia in partenza lui “difettoso” poiché in sede di stampa non é stata mantenuta omogenea, per l’intera tiratura, la mescola degli inchiostri, così che, durante la rilegatura, una pagina stampata all’avvio della macchina, è stata accoppiata con una di tonalità diversa che era a metà o a fine tiratura. Esiste già un tutorial che mostri come rimediare a questo problema ?

    Quesito 2 : sempre in relazione ai suddetti argomenti, esiste un tutorial che mostri come rimediare alle distorsioni geometriche che, sempre su parti adiacenti, si presentano sulle scansioni da accoppiare eccedenti l’A4? Oppure per ottenere, da foto che contengono soggetti non ripresi di fronte, immagini che quei soggetti li ricostruiscano, ma con le corrette proporzioni ?

    Rimango in attesa di una Sua cortese risposta.
    Grazie.

    Antonio
    Milano

    —————

    • Gent.le Antonio, spero non me ne abbia se passo a darle del tu, ma qui siamo tra amici e viene più facile. Fatta questa premessa, passiamo ai 2 quesiti che mi poni.
      1. mi sembra strano che una foto accoppiata su 2 pagine abbia un problema di uniformità cromatica dovuto a “problemi di stampa”. E’ più probabile che il tempo abbia agito con vari fattori su delle singole pagine, magari esposte di più alla luce solare o cose del genere. Ma tant’è.
      Per risolvere questo problema non ho fatto un tutorial adattabile, per così dire. Ti posso però consigliare di lavorare con le curve, agendo direttamente con la visualizzazione dei canali singoli, per portare la tonalità dei grigi che compongono quella parte di immagine, a quella della metà corretta (nella visualizzazione in canali, vedrai dei bianchi e neri fondamentalmente).
      2. non sono sicuro di aver ben capito, ma se parliamo di modificare un’immagine per raddrizzare delle geometrie o se vogliamo modellare un soggetto con tecniche più articolate, ci sono un paio di tutorial che potrebbero fare al caso tuo e cioè uno sulle distorsioni geometriche, appunto e uno che tratta la modifica con alterazione marionetta. Se invece vuoi ricostruire delle parti mancanti di soggetti in prospettiva, guarda, nella sezione Filtri, Fuoco prospettico. Forse un giorno, se avrò tempo, tratterò questo argomento, ma ritengo sia abbastanza intuibile.
      Spero di esserti stato utile 😉 g

  3. Ciao Giulio,

    ultimamente mi è capitato di stampare delle immagini di un catalogo su carte uso mano e la resa dei colori, rispetto alla stampa su carta patinata è risultata poco contrastata dal momento che questa carta assorbe maggiormente i colori (naturalmente abbiamo cambiato il profilo colore da ISO Coated a Fogra 47).
    Volendo migliorare la resa di stampa abbiamo proposto al cliente di fare un secondo passaggio di nero per aumentare il contrasto nelle ombre utilizzando il canale del nero di quadricromia e modificandone la curva portando il 70% a 20%.
    In alcune foto il miglioramento è avvenuto ma in altre le ombre si sono impastate.
    Hai qualche suggerimento sul modo di elaborare il secondo nero?

    grazie
    Roberto

    • Ciao Roberto, innanzitutto dovresti chiedere allo stampatore il suo limite di inchiostrazione totale così da verificare se e di quanto lo stai superando. Per quel tipo di stampa io farei una conversione in CMYK personale con un GCR medio, per mantenere il più possibile la resa dei colori (con un piccolo calo in vividezza), ma con un nero costruito in maniera più strutturata onde mantenere i dettagli, senza aggravare troppo la carta d’inchiostro. g

      • Grazie Giulio,

        volevo però avere un tuo parere sull’uso di un nero da usare come quinto colore per aumentare la forza delle ombre in stampa.

        Roberto

        • Fermo restando che quello che vuoi fare è alquanto pericoloso, la tecnica dell’abbassamento della percentuale del nero precedente non va bene, in quanto influisce sui medi e quindi tende a chiudere. Quello che devi fare è crearti un nero scheletrico che non tocchi assolutamente i valori medi e che agisca esclusivamente laddove ce ne sia bisogno. Devi quindi riguardarti tutte le foto dell’impaginato e fare la tua selezione delle più problematiche, agendo come detto sopra. g

  4. Ciao Giulio, ho appena scoperto il tuo blog e ci sto già trovando informazioni parecchio utili. Complimenti.
    Ti ho scritto una mail pensando di dover usare quel canale poi ho visto che si potevano lasciare commenti qui…. quindi riscrivo.. e sintetizzo 🙂
    Parlando di digital painting in Photoshop, che è quel che faccio io, ti chiedo un consiglio sul quale sia lo spazio colore più adatto “in fase di progetto”, compreso il sacro dilemma 16 bit vs 8 bit…
    Ovunque si legge di dover scegliere tra Adobe RGB/sRGB in caso di progetto per il web mentre CMYK per la stampa. Per la miseria ma io dico… A me capita CONTINUAMEMENTE che un progetto per il web, prima o dopo, finisca per essermi chiesto in stampa…. A voi no???? Quindi questa divisione in realtà non può esistere in fase di progetto… esiste solo in fase di finalizzazione….
    E qui subentra il dramma:
    – Tutto ciò che parte in RGB e viene convertito in CMYK peggiora, in particolare le saturazioni estreme vengono letteralmente piallate…
    – Partire a lavorare in CMYK vuol dire ACCETTARE DA SUBITO di NON POTER USARE CERTI COLORI.
    Quindi… Aspettando il giorno in cui gli alieni ci porteranno nuovi monitor e pigmenti in grado di farci lavorare con un solo spazio coloreu niversale … attendo una tua dritta…
    Grazie mille..
    Francesco

    • Caro Francesco, gli alieni prima o poi arriveranno (tutti gli aspettiamo e non solo per le conversioni cromatiche). Detto questo, ti rispondo che capita eccome (a me personalmente sempre) che un progetto nato in rgb finisca in cmyk. Il problema delle conversioni cromatiche è una gatta che si fa fatica a pelare (leggi: attesa degli alieni). Il trucco (si fa per dire) sta nel comportarsi come un giocatore di biliardo: boccio la palla, costruendomi già il colpo successivo. Cosa intendo? Intendo che proprio perché gli spazi cromatici sono molto diversi, bisogna agire contenendo i problemi. Spiegare in due parole come fare è dura. Ti posso però consigliare di tenere attiva la prova di stampa digitale in Photoshop (Visualizza>Imposta prova…), impostando uno spazio cromatico cmyk a tua scelta (o a quella del cliente) e tenere sempre aperto il pannello delle info. Cerca, se sei a secco, argomenti sulle conversioni e sugli intenti di rendering in internet. Personalmente non tratto questi argomenti sul blog, ma nei miei corsi. A presto. Giulio

  5. Buonasera Giulio,
    Prima cosa complimenti per il blog.
    Ho bisogno di un consiglio sulla modifica di un colore.
    Un mio cliente produttore di maglie mi ha fornito un’immagine scattata ad una ragazza con una maglia colore rosa, e mi ha fornito una cartella colori riportanti dei colori specifici presenti nella collezione. In quella foto dovrò modificare il colore rosa con i colori riportati nei campioni, che non dovranno essere simili ma esattamente uguali, la foto però ha ombre, tessuto, pieghe, etc… quindi non posso ovviamente usare il secchiello né tanto meno modificare la tonalità a sentimento. Come faccio quindi a riportare l’esatto colore richiesto dal cliente mantenendo le caratteristiche della foto? Ringraziandoti in anticipo ti auguro una buona serata

    • Cara Daniela, proprio perché mi hai fatto un complimento, faccio finta di non aver letto “usare il secchiello”, anche perché facciamo post-produzione e non giochiamo con la sabbia 😉
      A parte gli scherzi, il metodo più semplice è quello di procurarsi una scala di colori pantone (un bravo grafico ce l’ha) e cercare il rosa che più si avvicina a quello segnalatoti dal cliente. A questo punto, individuato il numero del pantone relativo, cerca la corrispondenza in Photoshop (clikka nella barra degli strumenti su uno dei colori che vedi in basso) e, nella finestra che ti compare, vai in Librerie colori e digita il numero del tuo colore pantone. A questo punto, clicca su Selettore e avrai selezionato il colore nello spazio cromatico in cui stai lavorando. Non è finita. Fai una selezione di un’area indicativa del capo di vestiario, possibilmente senza ombre. Copia e incolla in un altro livello. Usa il filtro Sfocatura>Media e otterrai la sensazione di quel colore originale, che varierai con i metodi che riterrai più opportuni sul capo da cui hai tratto la selezione. Spero di essere stato abbastanza chiaro. 😉 Giulio

  6. Buonasera Giulio, Miticoooo!!!
    Sto “timbrando” come alle poste..le mie immagini, che andranno poi su un sito. Abbiamo fatto questa scelta (siamo in 3..3 som…ecc..ecc..), per distinguere le nostre immagini da postare. Ti do’ alcuni parametri che mi sono stati dati dal “Web.designer” , 1440x954x72 dpi, .jpg estensione, salvataggio in qualita’ 5.Ti chiedo alcuni consigli:
    1) Abbiamo ognuno il prorpio “timbro”, con il logo del sito ed il nome del fotografo sotto, salvato in .png, per le trasparenze, uno con scritte bianche ed uno con scritte nere., mi sai dare un consiglio step to step, di come incollarlo, potendo modificare le dimensioni e la posizione?
    …Io lo faccio in questo modo, non dirmi che e’ orribile, perche’ e’ pratico (forse), carico le due immagini (una il timbro, l’altra l’immagine da timbrare), con le dimensioni richieste sopra, in P.S. Mi faccio una copia in background, gli trascino dentro il logo caricato in precedenza, mi scelgo la dimensione del timbro/logo lo sposto dove voglio, poi il tutto lo fondo “visible” e me lo risalvo in .jpg in qualita’ 5.
    Che ne pensi?
    Problema n°2
    Immagini verticali ed immagini orizzontali,
    sulle orizzontali no problem, il template di word P. accetta le dimensioni sopra menzionate…Per le verticali, mi e’ stato consigliato di fare in questo modo:
    ovvero, fondere l’immagine su un file adattabile alla dimensione matematica ( COMPAIONO OVVIAMENTE GLI SPAZI A DX E SX BIANCHI) insomma una sorta di artifizio che non mi piace…..C’e’ un’altro modo, ovvero come posso rendere l’immagine piu’ efficace, considerando che ai lati ha due brutte fascie bianche dx e sx?
    Spero di essermi spiegato…
    Grazie dei consigli.
    Ciao a presto
    Max.
    Miticooooooo!!!

  7. Ciao Giulio. Ho appena scoperto i tuoi tutorial e ti faccio i miei complimenti. Ho un dubbio che mi attanaglia da mesi circa la possibiltà di rendere modificabile al 100% e in qualsiasi momento il mio flusso di lavoro. Sul tutorial “oggetti avanzati” (no. 23) ad un certo punto hai creato un nuovo livello con la copia di tutti i livelli. Ed qui è la fregatura, ahime, perchè da questo momento in poi, qualsiasi modifica si rendesse necessaria ad uno dei livelli sottostanti, non avrebbe più alcun effetto. E’ cosi vero? E allora mi chiedo se è davvero necessario per il proseguo del lavoro, dover unire tutti i livelli in un solo livello. Lo trovo troppo limitante. Grazie

    • Ciao Adriano, quando vuoi mantenere la possibilità di modifica, non devi far altro che selezionare tutti i livelli e lanciare il comando di Converti in oggetto avanzato. Quando ci sarà la necessità di modificare qualche livello contenuto nell’oggetto avanzato, non devi far altro che cliccare 2 volte sulla sua iconcina nella palette livelli e ti si aprirà un nuovo file (collegato all’origine) dove farai tutto quello che devi. Una volta finiti i cambiamenti, chiudi il file salvandolo e ritornerai al file d’origine con le modifiche apportate e gli effetti dell’OA aggiornati alla nuova versione dell’immagine corretta. 😉

      • Innanzitutto ti ringrazio per la risposta Giulio. Ho fatto come hai suggerito: ho selezionato tutti i livelli e convertiti in OA, cosi facendo si è creato un unico livello come OA. Ho cliccato due volte sul livello e si è aperto un nuovo file con tutti i livelli precedenti. Sono andato su un livello di regolazione sottostante ad un livello precedentemente creato con “unisci visibili” ma nessuna correzione veniva apportata. Ho chiuso il file dopo averlo salvato e mi ha riportato sull’oggetto avanzato senza però registrare alcuna modifica. Mi spiace Giulio ma non ha funzionato, forse sono io che sbaglio qualcosa ma non so cosa. Buona serata
        p.s. lavoro con CS6.

        • Adriano, ti rispondo io in attesa di Giulio.
          Come tu stesso hai detto, sei andato su un livello di regolazione sottostante ad un livello creato con “unisci visibili”. Ora se tu crei un livello con “unisci visibili “crei in pratica un livello che comprende tutte le modifiche che hai fatto e non è PIU’ MODIFICABILE…..potrai modificare quello che fai dopo, ma indietro non torni più.
          E’ inutile quindi la tua trasformazione in oggetto avanzato.
          Le tue possibilità di modifica arrivano solo fino al punto in cui trovi “l’ostacolo” del livello unito.
          ciao

          • Grazie Paolo per la chiarezza esposta e mi scuso per questa mia risposta tardiva dovuta al fatto che solo oggi noto il tuo commento. Avevo il sospetto che fosse cosi ed è un peccato perchè in questo modo non si ha il pieno controllo di tutto il flusso di lavoro a meno che non si faccia a meno dell’unione dei livelli. Ma se esiste è perchè probabilmente nello sviluppo del lavoro arriva un momento in cui è necessario farlo. Grazie ancora a tutti.

  8. ciao GIU.. sono iscritto al tuo canale ytb.. e volevo chiederti se potresti spiegarmi lo strumento penna .. se faresti un breve tutorial… ammenochè tu non lo abbia già fatto..ma non mi pare..ciao e grazie per le tue spiegazioni.. Sei il mio preferito.. 🙂

    • Ciao Enzo, sono lusingato 🙂
      Se clicchi sul pulsante Argomenti nel mio blog (sotto il pulsantone di YouTube), troverai una dicitura Strumenti (3): sono 3 tutorial solo ed esclusivamente sugli strumenti di Photoshop e quindi anche sulla penna. Dimmi se quello basta 😉 g

  9. Ciao Giulio, seguo con interesse i tuoi tutorial e le tue spiegazioni sempre precise.
    Ho un dubbio che riguarda gli oggetti avanzati:
    Mi sembra di aver capito che l’uso di tali oggetti fa “dimagrire” sostanzialmente il file elaborato. Possibile che con un file Tiff di partenza di 100 Mb, trasformandolo in oggetto avanzato e applicando un paio di filtri e un paio di livelli di regolazione, quando vado a salvarlo mi cresce a più di 550 Mb?
    (dalle info in PS il peso è nettamente inferiore)

    Sicuramente sbaglio qualcosa, ti sarei grato se mi potessi aiutare.

    grazie

    • Caro Maurizio, perdonami per il ritardo con cui ti rispondo, ma ero alle prese con delle consegne deliranti.
      Veniamo a noi. E’ vero, trasformando un livello in oggetto avanzato, il peso diminuisce. Il tuo dubbio può essere spiegato in vari modi.
      1. il tif di partenza era ad un livello, per di più salvato con compressione LZW
      2. il tif di partenza era a più livelli e, dopo le tue pp lo hai risalvato in tif a livelli (prova a salvarlo in psd e vedrai la differenza)
      3. l’oggetto avanzato è composto da un po’ di livelli su cui hai applicato dei filtri
      4. fuori pioveva e ti sei messo pesante
      A parte il punto 4 che denota la mia poca professionalità, come vedi non posso che azzardare. Bisognerebbe vedere quello che hai fatto per poter dare una più corretta giustificazione.
      Fammi sapere se almeno una l’ho beccata e magari ho vinto il mongolino d’oro
      😉 g

      • L’hai beccata alla numero tre!!! Allora non c’è cura 🙁
        Nella lavorazione è naturale aggiungere livelli e filtri, quindi il mio oggetto avanzato è destinato a rimanere “grasso” :))
        Ho provato a salvare anche in .boh ma nulla da fare.

  10. Ciao, scusa per il disturbo, avrei bisogno di un paio di aiutini…
    1- sto prendendo confidenza con la tavoleta grafica; ora il mio problema è che riesco ad utilizzare solo pennelli che in base alla pressione esercitata da me attraverso la penna cambiano il loro tratto in quanto a spessore, ovvero meno pressione esercito e piu fino viene il tratto! io ho bisogno di un pennello che riproduca il tratto piu chiaro se calco meno e piu scuro se calco molto, in stile matita non so se mi spiego. Ne ho gia uno di defolt, devo modificare delle impostazioni o devo scaricarne uno nuovo?

    2- Ogni qualvolta uso un pennello il suo tratto non è mai lineare, ovvero è un tratto ondulato…m spiego, se sul mio documento toccassi semplicemente la tavoletta con la penna sul foglio verrebbe generato un semplice punto dello spessore scelto, ecco il tratto è come composto da un punto dopo l’altro.

    In sintesi ho bisogno di disegnare con un pennello che eviti questo “errore”, voglio scegliere se usare un pennello che cambia di intensità a seconda della pressione esercitata con la penna e di un altro pennello o opzine che mi permetta di mantenere la medesima grandezza e densità di colore qualunque sia il livello di pressione esercitato da me!

    Spero di non aver detto troppe cazzate e che possiate aiutarmi!!

    Grazie 1000 😉 (complimento per il sito)
    Ti ringrazio infinitamente!!!

    • Ciao Antonello e grazie per i tuoi complimenti. Quello che vuoi fare tu lo imposti tramite il pannello opzioni dei pennelli.
      Per avere una pressione variabile, basta che imposti il tuo pennello su Trasferimento. In Variazione opacità=>Controllo, seleziona Pressione penna e lascia i valori sullo 0%. Stessa cosa fai in Variazione flusso=>Controllo. Naturalmente, se non vuoi alcuna pressione e quindi tratto deciso come se utilizzassi un mouse a prescindere dalla pressione che eserciti sulla tavoletta con la tua penna, basta che disattivi i controlli che ti ho testé indicato.
      Per il problema del puntinato, controlla sempre nel pannello opzioni pennello, che il valore della spaziatura sia al 25% come da default.
      Spero di essere stato chiaro. Un caro saluto 😉 g

  11. Carissimo Giulio
    Prendo purtroppo atto che a dispetto delle tue ultime, roboanti, affermazioni e/o minacce (fatte “su una sola gamba”) sei caduto! e ad aggravare la inaffidabilità delle suddette affermazioni/minacce monogamba, il governo sta ancora li, stabilmente inutile.
    Nella noia delle giornate trascorse senza neanche un tutorialino la mia mente, per distrarsi, ha cominciato ad accarezzare un’idea che volevo sottoporti.
    Premettendo che per me l’idea di fotografia è sempre legata ad una immagine su carta e non ad una immagine da vedere a monitor (sono di vecchia scuola), avrei pensato di comprare una stampante. ed avrei pensato ad una Epson r3000 o ad una Canon Pixma Pro-1 di cui mi pare di aver letto un gran bene (sono il solito ingenuo che qualche volta abbocca ai commenti in rete).
    Considerato che le mie foto sarebbero in prevalenza in bianco e nero e per giunta anche tendenti allo scuretto mi preoccupano un po’ i costi di gestione.
    Anche se mi pare difficile che , per quanto possano costare le cartucce e le carte, verrei a superare i circa 10 euro a foto che ho pagato quando ho fatto stampare da uno stampatore qualche foto, di dimensioni A4 e su carta Hanemule.
    Quello che ti chiedo, in conclusione è se, secondo te, sto per fare (schiettamente parlando) una caz..ta!
    Grazie e…..(mi accorgo che parlo da solo)…..Giulioooooooooo! dove sei ….Giuliooooooooo!

    • Ciao Carmine, scusami per il ritardo con cui ti rispondo, ma ero molto preso con delle consegne.
      La tua idea non è una caz…ta come dici tu se però non metti in conto un software di interpretazione postscript e di gestione dei profili ICC, dopo aver naturalmente linearizzato la tua stampante e calibrato il tuo monitor per creare il giusto workflow.
      I costi non sono indifferenti e vanno aggiunti a quelli della stampante 🙂
      I costi per stampare in proprio rispetto a quelli di uno stampatore professionista su carta fine art Hahnemühle saranno sicuramente inferiori, ma è la partenza che ammazza.
      Almeno con lo stampatore diluisci nel tempo. Costa di più, ma li spendi nel tempo.
      A te la scelta. 😉 g
      PS: è vero, nonostante tutto sono caduto e il governo è ancora lì a discutere di cose che a noi poveri mortali risultano alquanto inutili. Che tristezza 🙁

      • Ciao Giulio
        Innanzitutto grazie come al solito per il fatto di prenderti la briga di rispondere sempre nonostante gli impegni…..ci mancherebbe che avessi bisogno pure di essere scusato!!!
        Per quanto riguarda la risposta, la parte adulta di me ha cominciato a riflettere su quello che mi dici mentre il bambino che è in me ha cominciato a frignare: “ngheee…..voio la stampanteeeee!” piangendo a dirotto.
        Certo ero consapevole di una via crucis per la calibrazione del monitor, per l’ottenimento dei profili ICC delle diverse carte di stampa etc. etc. ma di “linearizzazione” della stampante e del bisogno di “software di interpretazione postscript e di gestione dei profili ICC” proprio non ne avevo idea. Ma è strettamente necessario tutto ciò per ottenere un risultato valido o, perdonami, siamo nell’iperscrupolosità maniacale (con tutto il rispetto) alla Ansel Adams che, ad esempio, aveva un procedimento per individuare, volta per volta, se il suo rullo di pellicola da 400 ASA “nominali” fosse in realtà 405 ASA o 395 ASA “reali”?
        Comunque sono entrato un po’ nello sconforto mentre quel rompic….ni che è in me continua a frignare “voio stampanteeee….ngheee….ngheeee!!!”
        A presto!!!!

  12. Ciao Giulio,
    Ho un problema con le varie tecniche di sharpening in Photoshop. Ne ho imparate alcune ma mi sono accorto che aumentando la nitidezza conseguenzialmente aumenta anche il disturbo dell’immagine. Riducendo il disturbo però a sua volta l’immagine perde in contrasto e nitidezza anche se si usano i vari filtri in percentuali non distruttive. Insomma mi chiedevo se esiste una tecnica magari avanzata che salvi capre e cavoli o comunque mi puoi cortesemente insegnare quella che usi tu o che reputi la migliore in assoluto? In attesa di una tua risposta ti saluto cordialmente.

    • Caro Antonio, le tecniche per dare risalto ad un’immagine sono varie e dipendono soprattutto dall’immagine stessa, da come è strutturata.
      Non c’è propriamente un metodo infallibile valido per tutte (come per ogni altra cosa). Bisogna valutare i pro e i contro di ogni tecnica e magari abbinarle con diverse opacità o metodi di fusione (e qui ti ho dato un piccolo suggerimento … a te capirlo ;)) per rendere merito ai pregi, senza far ridondare i difetti.
      Io ho le mie ricette, naturalmente, ma come ogni cuoco che si rispetti, non le divulgo almeno finché non smetterò la professione e non mi dedicherò esclusivamente alla divulgazione. Chiamala sopravvivenza 😉 g

  13. L’istituto delle ferie è un conquista dalla valenza epocale fintanto che rimane in ambito umano ,ma le tue non sono ferie ma una fuga vera e propria.
    Il tuo silenzio ,la mancanza di un tutorial ,almeno il filmino delle vacanze, hanno il sapore di una ritirata ,seppur strategica,ma sempre ritirata.
    Manifestati ,dai prova del tuo rientro,appari in pubblico,fai dichiarazioni roboanti del tipo :”se cado io cade anche il governo” insomma cose del genere.giusto per rimanere nel giro che conta….

    • Caro Renzo, sapevo di non poter nascondere, almeno a te, la mia vigliacca fuga. Molte voci si sono levate alla ricerca del sottoscritto e molte sollecitazioni mi hanno fatto altresì riflettere. Postare un filmino delle vacanze? Perché no, ma a un patto: lo si dovrà vedere a stomaco pieno e con un sacchetto apposito da tenersi ben stretto proprio sotto il mento. Ma adesso è ora di basta!!! Ho deciso (e mentre scrivo queste parole sono in piedi su una sola gamba): se cado io, cade anche il governo!!! … Chi è che spinge? Fermiiiii ….

  14. Ciao Giulio, ho un problema con una foto notturna: non riesco a scurire le luci artificiali che sono risultate bruciate. Come devo fare ? Grazie in anticipo

    • Ciao Luca, non riesci proprio a recuperare niente con ACR? Se tutto è bruciato, allora devi inserire del materiale artificialmente tu, selezionando l’area e aggiungendo con le curve partendo dalle alte luci e scurendo. Fai attenzione a mascherare come si deve o al massimo utilizza la tecnica del “Fondi se” … (il se sta per “Se la conosci”) Dimmi qualcosa 😉

  15. Salve, facendo delle foto all’ Hollywood Walk of Fame (le stelle di hollywood) le ombre della gente coprono parti delle stelle, rovinando le foto. Come posso eliminare queste ombre? grazie

    • Caro Nicolas, il problema che poni si può risolvere probabilmente con le curve in metodo luminosità, alleggerendo le parti in ombra o, se il difetto è grave, con il timbro clone. Bisognerebbe vedere l’immagine. Per intanto ti comunico che ero indeciso se risponderti o meno, vista l’invidia nel saperti in quei posti 😉

    • Caro Francesco, pensi che io possa permettermi di non risponderti? Sono sicuro che mi tormenteresti per il resto dei tuoi giorni 🙂
      Scherzi a parte, ti rispondo molto semplicemente: 7 minuti circa. OK, ok … sarò più serio. E’ presumibile che abbia accelerato il video di 10/15 volte, per cui il lavoro potrebbe averlo svolto entro le 2 ore o poco meno. Direi che è più che plausibile per quel tipo d’intervento. 😉 g

  16. Ciao Giulio, tutto bene?
    Un salutone, ti vorrei far conoscere una persona che ha qualche difficolta’ come me comunque e tu lo sai benissimo. Si chiama Adriano e sta facendo i primi passi con PS se ti scrive e’ perche’ ha bisogno di aiuto pratico sul come fare a…
    Ciao A presto fatti sentire.
    Miticooooooo!

  17. Ciao Giulio, ho provato a mandare un messaggio ma mi sa che non è arrivato.
    Come posso fare per rimuovere le macchie rosse sul viso?
    Tipo in prossimità dei brufoletti?

    • Ciao Federico, questo è un tipo di tecnica avanzata che faccio vedere nei miei corsi. Non tutto si può svelare aggratise 🙂
      PS: se il messaggio non è andato a buon fine è perché magari hai inserito un link nel messaggio e il sistema lo interpreta come spam. Ho smesso da tempo di controllare gli spam per vedere se qualcosa era stato interpretato male perché, purtroppo, me ne arrivano tanti. Evitate quindi di inserire link 😉

  18. ciao giulio, sono una studentessa universitaria che tra una settimana darà l’esame di fotografia..senza mai aver usato photoshop. il mio problmea consiste in una foto scattata dietro ad un vetro..per questo per metà è molto chiara con un riflesso. ti ringrazio in anticipo per la tua disponibilità attendo tue risposte

    • Ciao Valeria, innanzitutto in bocca al lupo per il tuo esame ;). Veniamo a noi: il tuo problema consiste nel riportare vigore laddove il riflesso l’ha tolto. Per far questo, devi necessariamente crearti una mascheratura che individui l’area da trattare, senza colpire laddove non ce n’è bisogno. Non è propriamente una cosa semplice, se pensiamo anche ad un neofita di photoshop, quale sei tu (su tua ammissione, perdonami). Dipende molto anche da cosa è stato ripreso nello scatto. Fondamentalmente, una volta mascherata l’area di cui sopra, devi agire con un livello regolazione curve per ripristinare la mancanza di dati (sempre che ce ne siano, nel qual caso devi clonare). E’ difficile parlare di una cosa che non ho visto ma, ripeto, non è propriamente una cosa semplice. Spero di averti aiutato almeno un po’, altrimenti son qui 😉 g

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