Piegare una foto

Video tutorial su richiesta per un argomento un po’ particolare. Mi è stato chiesto di far vedere come fare per piegare l’angolo di una foto, arricciandola anche un po’ per dare un effetto stropicciamento nei bordi. Nella rete esistono sicuramente ottimi plug-in che fanno questo, ma visto che mi è stato chiesto di farlo con i “soli” mezzi messi a disposizione da Photoshop, ebbene mi tocca. Va detto che io non sono uno che fa tutorial con gli effetti speciali, però è anche vero che ogni tanto, qualche diversivo per giocare con le immagini ci può stare. Per cui, grazie a Gianfranco per la richiesta e buon divertimento.


Nelle foto1: Sbirulina, 2,5 anni, pronta per uscire con l’essenziale.
Nelle foto2: Sbirulina, 2,5 anni, fonda una banca intorno a lei.

4 pensieri su “Piegare una foto

  1. Grazie Giulio, sei stato come sempre gentilissimo e chiaro nella spiegazione. Ora mi metterò al lavoro e cercherò di far tesoro dei tuoi insegnamenti. Grazie ancora e al prossimo tutorial.
    Ciao
    Gianfranco

    • Ciao Gianfranco, mi spiace averti fatto aspettare, ma ero veramente impossibilitato per motivi di lavoro. Spero di riuscire a riprendere a fare qualche tutorial, così mi rilasso un pochino.
      A presto 😉 Giulio

      • Il lavoro prima di tutto. Ma se vuoi rilassarti, io e gli altri amici del blog, ci metteremo d’impegno per chiederti consigli. Per esempio, cosa ne diresti di affrontare l’argomento “taratura monitor”? La cosa mi sembra abbastanza complicata o mi sbaglio?
        Grazie ancora
        Gianfranco

        • Caro Gianfranco non ti sbagli, anche se, in realtà, oramai fanno (quasi) tutto le macchine. Mi spiego meglio: è indispensabile avere un monitor con la M maiuscola, perché la taratura su monitor di medio/bassa qualità è inutile. Avendo un buon monitor, un colorimetro (alcuni monitor di fascia alta hanno la calibrazione interna), una prova colore (digital cromalin fatto da una fotolito su una immagine adatta) e una stanza senza troppa luce e abbastanza neutra come colore pareti e mobilio … se ne può parlare. 😉 Giulio

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