sRGB vs. Adobe RGB (1998)

Ciao ragazzi, due amici del blog mi hanno posto una problematica cui ho risposto ad entrambi, che però ritengo molto importante da sottolineare, qualora fosse sfuggita ai più la nostra chiacchierata. Parliamo di come lavorare con i profili ICC.

Emanuele mi ha chiesto come comportarsi allorché, aprendo una foto, gli appariva il messaggio di incompatibilità con il profilo di lavoro impostato sul suo Photoshop. Il programma fornisce 3 soluzioni:

  1. Usa il profilo incorporato (anziché lo spazio di lavoro)
  2. Converti i colori del documento in spazio di lavoro
  3. Elimina profilo incorporato (non gestire i colori)

Le prime 2 soluzioni sono percorribili entrambe.
La 1a soluzione farà un ricalcolo sul valore numerico di ogni pixel, così che si possa lavorare con il profilo assegnato in partenza, ma nel proprio spazio di lavoro.
La 2a soluzione riassegnerà i valori numerici dei pixel per il proprio spazio colore. Personalmente preferisco sempre utilizzare la 1a soluzione, per poi convertire successivamente nel profilo di lavoro con Modifica=>Converti in profilo, per poter scegliere meglio le opzioni di conversione (intenti di rendering) e per poter meglio controllare, con un’anteprima, l’operazione.
La 3a soluzione la sconsiglio vivamente.

Miky si è agganciato alla discussione per chiedermi che senso avesse lavorare in Adobe RGB (1998), quando poi comunque stampava in sRGB. Domanda del tutto legittima. Voglio fare a voi lo stesso esempio che ho fatto a Miky.

Proviamo ad immaginare di dover percorrere una strada tortuosa con un bicchiere pieno d’acqua in mano. Inevitabilmente qualche goccia cadrà strada facendo e, alla fine della camminata, ci ritroveremmo con del liquido in meno. La strada tortuosa sono le lavorazioni che facciamo su di una foto; le gocce d’acqua sono i dati che, dopo la lavorazione, andiamo a perdere. Se partiamo con un bicchiere pieno d’acqua (Adobe RGB 1998) alla fine perdiamo, per esempio, il 20% di liquido (dati). Se partiamo, invece, con un bicchiere un po’ meno pieno d’acqua (sRGB), dopo la nostra camminata, subiremmo la stessa percentuale di perdita, ma relativamente ad una quantità inferiore di liquido. Risulta evidente che se proprio devo perdere qualcosa, preferisco partire con più provviste. E’ un po’ lo stesso discorso del metodo 8bit/16bit affrontato in un mio precedente video tutorial. Chi lo avesse dimenticato, può fare riferimento a questo link.

Onde dissipare qualunque altro dubbio, di seguito una rappresentazione grafica dei due spazi colore RGB. Alla prossima. ;) Giulio

14 pensieri su “sRGB vs. Adobe RGB (1998)

  1. Ciao Giulio, è un pezzo che non ci sentivamo, tutto bene? Ho appena linkato il tuo blog riguardante Adobe1998 vs sRGB ad alcuni del fotoclub di cui faccio parte perché c’è tanta confusione sul tema.

    Visto che sono qui ti chiedo…ma se un monitor mi fa vedere solo una percentuale di Adobe 1998, diciamo il 75/80% massimo, conviene settare lo spazio colore su Adobe 1998 o meglio sRGB? chi scatta in raw non ha problemi ma per chi scatta in jpg è importante questo o no?
    Un salutone e un abbraccio pure….ciao :)

    • Caro Marco … bella domanda. Se chi scatta in jpeg lo fa in sRGB, beh potrebbe andar bene impostare lo spazio colore del monitor allo stesso modo. Tieni però presente che il 75/80% di AdobeRGB 1998 ha comunque passaggi cromatici più morbidi dell’sRGB, proprio perché più ampio. ;) g

  2. Ciao, quindi conviene impostare la reflex su AdobeRgb e poi lavorare su photoshop con profilo AdobeRgb. Giusto?… ma dovendo poi salvare la foto per pubblicarla su web, bisogna riconvertire in srgb? …oppure lascare Adobe?

    Grazie

    • Ciao, il flusso di lavoro con il profilo uguale è giusto (reflex e ph), anche se, come detto, non influisce sul raw. Quando decidi di salvare una copia della tua immagine per il web, utilizza il Salva per web (ricordandoti di convertire in sRGB e incorporare il profilo, direttamente all’interno della finestra di dialogo), perché l’algoritmo è migliore. ;) g

  3. Ciao Giulio,
    complimenti per il blog, per fortuna si trova qualcuno che fa un pò di chiarezza su questi argomenti un pò complicati per i profani!
    Volevo farti due domande sui profili colore:
    1) è vero che scattando in RAW non ha importanza il profilo impostato sulla macchina fotografica? (perchè lo si sceglie quando si importa il file con ACR)
    2) Se importo il raw in adobe1998, faccio la pp sempre in adobe1998, ma una volta finito lo converto in sRGB, magari per averlo più compatibile per la stampa, perdo comunque dati anche se l’immagine non sarà più modificata? (è una cosa che ha senso fare secondo te?)
    Grazie mille

    • Ciao Marco, grazie per i tuoi complimenti. Veniamo a noi. Faccio una piccola premessa: poiché alcune domande che mi fate (incluse le tue) le ho già trattate in altrettante risposte, mi è venuta l’idea di istituire una sezione Faq, in modo tale da non ripetermi. Detto questo, rispondo volentieri ai tuoi quesiti.
      1. vero (il raw è un file grezzo, completamente staccato dal profilo)
      2. ha senso lavorare in AdobeRGB (1998) o addirittura in Prophoto anche se poi si passerà in sRGB. La lavorazione sarà sicuramente migliore, in quanto tu avrai molto più materiale che compenserà l’inevitabile perdita di dati dovuta alla manipolazione. E’ chiaro che tutto dovrà essere svolto con la consapevolezza di un’eventuale perdita di dati, dovuta al passaggio da uno spazio colore ampio, ad uno meno ampio. Dico eventuale perché non è detto che la foto che lavori in AdobeRGB (1998) abbia alla fine dei colori al di fuori dello spazio di destinazione sRGB. ;) g

  4. Ciao Giulio,
    vorrei fare un pò di chiarezza nei miei neuroni riguardo i profili ICC.
    Allora:
    1) in sede di ripresa è più conveniente settare la nostra reflex in Adobe RGB (1998) o in sRGB?

    2) supponendo di averla settata in Adobe RGB -che sappiamo essere una spazio colore più ampio di quello siglato sRGB- lo sviluppo (o la pp in genere) è conveniente farlo in questo ambito (Adobe) e successivamente convertire (in sRGB) nel caso si abbiano esigenze di stampa o di immissione sul web?
    E’ ovvio che se settiamo la reflex direttamente in sRGB ecc. ecc.
    Delucidami.
    Sempre un cordialissimo saluto ed un augurio di buon anno (prossimo!).

    Rino

    • sicuramente Giulio ti dira di settarla in adobe rgb
      e sicuramente dira anche di scattare in nef perche cosi avrai un file grezzo che supporta meglio le modifiche che apporterai in camera raw o simili,

      2) si conviene sviluppare in adobe rgb e successivamente se serve per postarle sul web o altro convertirle in srgb,
      se setti la reflex in srgb gia avrai un file con poche informazioni
      ti faccio un esempio se prendiamo un file musicale e lo trasformiamo in mp3 questo perdera l’80% di informazioni anche se poi lo riportiamo in un cd musicale le informazioni perse sono perse
      questo succede anche se scattiamo in srgb se poi lo convertiamo in adobe rgb oramai il danno e fatto.
      spero di essermi spiegato bene
      Giulio scusa se ho letto nei tuoi pensieri.

  5. Giulio grazie per questo chiarimento
    un ulteriore domanda
    io sviluppo solo in rgb perche se sviluppo in adobe rgb quando vado per postarle sul web i colori cambiano
    quindi dovrei fare 2 elaborazioni una per adobe e una rgb
    ho provato a sviluppare in adobe e quando converto il profilo in rgb e un macello
    quale consiglio?
    saluti Alberto il fedelissimo

    • Grande Alberto.
      Eh, il problema è proprio nel saper dosare le correzioni in Adobe RGB (1998) per non perdere troppo in conversione sRGB. L’unico consiglio che ti posso dare è quello di impostare la prova colori personale in sRGB, così mentre lavori in Adobe RGB (1998), vedi direttamente il risultato in sRGB. E’ sempre meglio conservare lo spazio colore più grande per non buttare via qualcosa che ci potrà sempre servire.
      Sempre a tua disposizione mitico Alberto ;)

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